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Franco Zalunardo
... l'arte nel cuore ...

Mi chiamo Franco Zalunardo e vivo vicino ad Asolo, l'antica città del veneto in provincia di Treviso. Ad Asolo sono legato da ragioni di identità culturale, perchè appartengo anch'io per formazione a queste amate colline asolane, dato che ci vivo da sempre. E' uno splendido anfiteatro naturale formato da una serie di colline che circondano il paesaggio. L'immagine della rocca è la stessa che vedo da casa mia. Il mio grande amore da sempre è l'arte. Amo molto dipingere.
Mi sono sempre chiesto:
ma ... da dove nasce in me questo amore per l'arte?
E' un amore che ad ogni sguardo non mi abbandona mai.
Alla fine ho capito che è sempre stato nel mio cuore e quindi è proprio dal cuore che tutto nasce. Forse è solo un atto d'amore. Fin da piccolo è stato così ed è quindi parte di me stesso da sempre. Per dare un perchè alla mia domanda, ho ripensato infatti alle origini e, riguardandole, scopro che quell'amore che c'è adesso: c'è sempre stato. Riguardando il mio passato mi vengono alla mente tanti piccoli episodi, apparentemente insignificanti, in realtà preziosi. Per prima cosa ricordo da bambino l'impressione forte che suscitavano in me le volte ed i soffitti affrescati delle chiese. In una un affresco con San Giorgio in cui la figura del drago mi incuteva molto timore. E molte altre impressioni venivano suscitate in me bambino dalle molteplici figure dipinte che attiravano sempre il mio sguardo rapito, a cui non ero mai indifferente. Quando guardavo i fumetti ricordo qualche rimprovero dei genitori, perchè invece di leggerli ed esercitami alla lettura, preferivo passare da una pagina all'altra, interessato unicamente ai disegni. Alle elementari infatti amavo molto il disegno che era la materia che mi divertiva di più. Ricorderò sempre la piccola Fabiola di un'altra classe, che diceva sempre che ero bravo a disegnare. La ricordo con affetto e ritengo le sue parole preziose perchè con gli occhi sinceri di bambina capì subito per prima la mia inclinazione. Purtroppo dopo qualche tempo si ammalò di leucemia e ci lasciò ancora bambina: anche lei era molto brava a disegnare. Le sue parole spesso mi ricordano che questa predisposizione per l'arte è stata in realtà per me un dono prezioso immeritato, che dovrei restituire agli altri creando, con speranza spero qualcosa di buono. Diventato grande, nei primi giorni di scuola in prima superiore, poi accade un piccolo fatto. Ci venne chiesto come compito per casa di fare uno schizzo libero per vedere come sapevamo disegnare. Il professore visto il mio disegno, senza conoscermi: invece che apprezzare l'impegno che ci avevo messo nel fare un disegno elaborato, mise in dubbio che l'avessi fatto io. Eppure non mi conosceva perchè erano i primi giorni. Questo mi avvilì molto, ma ora dopo tanti anni capisco che il professore evidentemente aveva visto qualcosa di buono. Ma se devo guardare proprio alle prime cose che ricordo, cioè alla mia infanzia, mi torna alla mente quando, prima di chiudere gli occhi ed addormentarmi nella camera dei genitori, guardavo sempre un armadio con una colorazione a macchie astratte multiformi. Ecco, guardando quelle forme astratte, apparentemente senza significato, riuscivo a ricreare nella mente con la fantasia e l'immaginazione, tantissime figure. Scrivo questo, perchè credo sia tutto nato da una predisposizione naturale. Penso che dopo questa lunghissima pausa sarebbe ora tornassi ai pennelli, perchè è ingiusto sottrarmi ancora a questa inclinazione. Non seguirla è come reprimere gran parte di me stesso. Ed è giusto continuare soprattutto per il notevole riscontro positivo che ho avuto qui in Internet grazie alle tantissime persone che mi hanno scritto ed incoraggiato in questi anni e a cui va tutta la mia gratitudine.
Franco Zalunardo

Un grazie con tutto il cuore alle tantissime persone che mi hanno scritto. E' un sostegno molto importante per me quando ricevo mail. Grazie a tutti voi che mi incoraggiate sempre! :-))


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LE RAGIONI DELL'ARTE (o del cuore direi)
Lascio il commento "critico" ad un maestro del trecento: Cennino Cennini.
Amo molto questa definizione di colui che si dispone all'arte perchè
in essa mi riconosco:
"Come alcuni vengono all'arte, chi per animo gentile e chi per guadagno"

"Non senza cagione d'animo gentile alcuni si muovono a questa arte, piacendoli per amore naturale. Lo 'ntelletto al disegno si diletta solo, ché da loro medesimi a ciò la natura gli trae, senza nulla guida di maestro, per gentilezza di animo, e per questo dilettarsi seguitano a volere trovare maestro e con questo si dispongono con amore d'ubbidiwnza, stando in servitù per venire a perfezion di ciò: Alcuni sono che per necessità e povertà del vivere seguitano, sì per guadagno e anche per l'amor dell'arte ma, sopra tutti quelli, da commendare è quelli che per amore e per gentilezza all'arte predetta vengono".

Cennino Cennini da "il libro dell'arte"
(scritto verso la fine del 1300)